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Il Volto del Tempo ad Esanatoglia

 Il Volto del Tempo è un progetto che intende costruire, attraverso la fotografia, un ponte intergenerazionale tra ragazzi ed a...

sabato 7 giugno 2014

Federico e Giulia

BIOGRAFIA IMMAGINARIA
Rosina Giulietti è nata nel 1932 a Matelica.
Ha avuto un’infanzia non molto felice perché all’età di 6 anni gli era morto il padre ed era rimasta con sua madre e i suoi tre fratelli.
Quando aveva quasi dieci anni cominciò a lavorare nei campi di patate ed altri tuberi.
Fino ai 18 anni ha passato un momento bruttissimo della sua vita che vuole assolutamente dimenticare, perché in quegli anni ha avuto atto la Seconda Guerra Mondiale e lei sentiva sempre gli aerei passare sopra casa sua che qualche volta bombardavano i campi.
Finita la guerra, all’età di 22 anni si sposò e dopo qualche anno ebbe due figli.
Trovò anche lavoro in fabbrica.
Nel 1968 successe una tragedia, il marito venne travolto da una macchina ma riuscì a superare questo terribile momento.
All’età di 40 anni diventò nonna e riacquistò la felicità di un tempo come non mai.
Continuò la sua vita dedicandosi al lavoro, infatti dopo un po’ incominciò a fare la sarta facendo molti sacrifici.
Scelse di andare in pensione all’età di 61 anni e rimase sola perché i figli, una decina di anni prima si erano laureati ed erano andati all’estero per lavoro.
Da qui in poi non fece altro che stare a casa con le amiche pur avendo una certa età e sorridendo ai bambini che giocavano a calcio per strada.
Adesso la nostra cara amica Rosina si è rifugiata nella Casa di Riposo di Esanatoglia.
Federico

L’INCONTRO
Durante la mattinata del 16 aprile siamo andati in visita alla Casa di Riposo di Esanatoglia.
Dopo che siamo entrati ci siamo seduti uno a uno e abbiamo iniziato a riconoscere le persone che avevamo visto solo in foto e ci siamo posizionati di fronte a coloro su cui avevamo scritto la biografia e abbiamo letto loro il nostro lavoro.
Abbiamo cominciato a conoscerci e sia io che i miei compagni ci siamo stupiti del fatto che la mia “collega” aveva 97 anni.
Mi ha fatto commuovere quando mi ha raccontato del suo primogenito, da bambino a scuola era sempre il migliore in tutte le materie.
Un giorno, dopo essersi sposato e aver avuto due figli, era su un treno per andare da qualche parte in vacanza. Purtroppo il treno sbandò e finì fuori dalle rotaie... Morirono tutti compreso lui e la sua famiglia.
Verso l’una abbiamo lasciato la Casa di Riposo e siamo ritornati a scuola.
Federico 



Elena ed Adalgisa



BIOGRAFIA IMMAGINARIA
Adalgisa è nata l’8 maggio 1928 a Matelica da Angela Novi e Pasquale Donati. La sua famiglia era povera ma lei e i suoi due fratelli, Aldo e Carmine, erano felici; vivevano in campagna. Anche se adesso erano poveri suo nonno le aveva lasciato una grande fattoria. Lei non è andata a scuola, ma dai racconti di sua madre, aveva capito che in città si poteva trovare lavoro e mettere su una famiglia. Purtroppo quando lei aveva quindici anni suo padre partì e in quei due anni sua madre si ammalò. Quando aveva venti anni sua madre morì di tumore al pancreas; lei, addolorata, insieme alla sua famiglia si trasferì in città. A venticinque anni si sposò con un bel giovane di città, di nome Quinto; insieme cercarono di formare una famiglia ma lei non ebbe figli. I suoi fratelli ebbero dei bellissimi bambini e lei diventò zia di cinque stupendi nipoti; trovò lavoro insieme a suo marito in una lavanderia. A sessanta anni le morì il marito, lei dalla disperazione si chiuse in casa, ma uno sfortunato giorno cadde dalle scale e venne ricoverata. Così prese la decisione di andare nella Casa di Riposo di Esanatoglia, perché lì vivevano i suoi nipoti. Lei ora è molto felice e si è costruita, con il passare del tempo, una nuova famiglia!! 
Elena 



 

 L’INCONTRO
Mercoledì 16 aprile siamo andati alla Casa di Riposo di Esanatoglia per un progetto che si chiama “Il Volto del tempo”. Appena siamo entrati ci siamo seduti vicino ad una finestra e tutti gli anziani ci hanno squadrato da capo a piedi. Poi la nostra professoressa ci ha fatto sedere vicino alla persona che avevamo descritto. All’inizio è stato un po’ complicato cominciare a parlare, ma dopo qualche domanda abbiamo iniziato a conversare normalmente. Nella descrizione che avevo fatto su di lei avevo indovinato delle cose, per esempio che ha un figlio, dei fratelli e sorelle, che viveva in campagna e che era povera. Quando le leggevo delle cose che erano sbagliate io mi divertivo di più perché ascoltavo la sua versione e lei si emozionava, vedevo dal suo viso che era felice. Mi ha raccontato che quando era ragazza c’era la guerra e lei, insieme alla sua famiglia, essendo povera, faceva molti sacrifici. Ascoltandola ho capito che adesso si dà tutto per scontato e a volte anche le cose piccole devono essere apprezzate. La cosa più bella è stata vedere come il viso degli anziani si riempiva di gioia appena siamo entrati e ancor di più quando abbiamo cominciato a parlare; è stata un’esperienza molto bella e mi ha resa molto felice.
Elena

Chiara ed Iolanda

  
BIOGRAFIA IMMAGINARIA
La signora Laurina Gigetti è nata nel lontano 1921 precisamente a San Donato di Fabriano, il 27 Settembre. I suoi genitori di origine contadina la fanno studiare presso un convento di suore dove, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, diventa una bravissima maestra. Inizia ad insegnare in un piccolo paesino di campagna dove trasmette ai suoi alunni onestà, coraggio e coerenza verso le proprie idee, che si riveleranno molto utili durante gli anni della guerra. La sua storia è legata alle tristi vicende della deportazione di alcuni suoi familiari (fratello e zio) presso i campi di concentramento tedeschi. Inizia così a scrivere un diario dove annota tutte le sue paure, emozioni anche molto tristi, ma che ancora oggi rimangono una testimonianza viva e diretta ai giovani per riscoprire il valore della libertà e della pace. Questo diario è stato pubblicato nel 1959 dall’ANPI di Tolentino, è diventato un libro che ancora oggi viene letto nelle scuole medie e superiori per raccontare pezzi di vita vissuta dalla protagonista che aspetta i suoi cari che non ritorneranno più.
Chiara 

L’INCONTRO
Mercoledì 16 aprile siamo andati con la professoressa Lucia Ticà alla Casa di Riposo del mio paese, Esanatoglia. Abbiamo conosciuto dal vivo i protagonisti delle storie che abbiamo elaborato a scuola a partire da una semplice foto. Appena siamo arrivati, abbiamo trovato tutti gli anziani che vivono lì, seduti a semicerchio ad aspettarci. Abbiamo incontrato anche Ayres che ci ha chiesto se avevamo già riconosciuto la persona scelta. Tutti noi abbiamo risposto di sì. Allora siamo andati a sederci e abbiamo iniziato a leggere la storia che ognuno di noi ha inventato. La signora che ho scelto in foto si chiama Jolanda Sassi, nata a Carpi (MO) il giorno 24 Aprile 1924. Dal racconto del suo passato mi sono accorta, con tristezza, di quanto la sua mente fosse offuscata e confusa anche nei ricordi più semplici e scontati. Infatti diceva di avere 9 fratelli, subito dopo diceva di averne 5. Ma nonostante ciò, nei suoi occhi traspariva quasi un velo di ingenua felicità. Sono stata molto contenta di aver vissuto questa esperienza con la scuola, altrimenti non mi sarei potuta avvicinare alle storie di queste vite vere ed autentiche. Mi sono ripromessa di continuare con lei un piccolo rapporto di amicizia e di farle spesso visita per sentire i racconti della sua gioventù molto diversa dalla nostra.
Chiara

mercoledì 21 maggio 2014

Volto del Tempo Esanatoglia


“L’Italia, in particolare la Regione Marche, ha raggiunto un’età media tra le più alte al mondo.
L’aspettativa di vita è di settantasette anni per gli uomini e di ottantadue per le donne.”
Gli studiosi dell’invecchiamento sono concordi nel sottolineare l’importanza dell’aspetto culturale per la trasformazione in positivo del ruolo dell’anziano nella società.
Il Volto del Tempo è un progetto di educazione alla Grande Età e alla terminalità della vita e sintetizza in un solo progetto due tipi di intervento: la fotografia terapeutica e l’animazione di comunità.
L'iniziativa intende  creare, attraverso la fotografia, un ponte generazionale per promuovere il dialogo  tra i giovani, gli anziani che vivono in casa di riposo e nel territorio, e le persone che affrontano la fase terminale della vita.
Il progetto si sviluppa in 5 fasi:
1ªIncontri di formazione per i mediatori: docenti, genitori, rappresentanti di associazioni.
2ªGli anziani vengono fotografati (con il loro consenso). Queste foto servono come pretesto per raccontare la loro storia e stimolarli, con l’aiuto dei familiari, a cercare le vecchie foto e costruire il loro album dei ricordi. Questa attività stimola la relazione tra gli ospiti e i loro familiari, gli operatori professionali e i volontari. Inoltre, l’album rafforza il senso di identità personale e aumenta l’autostima dell’ospite che vede valorizzata la sua memoria.Le foto selezionate sono poi presentate ai ragazzi delle scuole del territorio.Ogni ragazzo deve scegliere la foto di un anziano e osservarla. Poi, usando l’immaginazione, crea una biografia della persona fotografata e affianca la sua foto a quella dell'anziano.
3ªLe biografie immaginarie sono discusse con i ragazzi e con gli anziani. Poi i ragazzi sono invitati a conoscere di persona i soggetti delle biografie immaginarie.
4ªSi organizza una mostra in cui vengono esposte le foto selezionate, le biografie immaginarie, le riflessioni dei ragazzi sull’incontro e le schede biografiche di anziani.L’allestimento della mostra diventa un’attività di animazione che stimola la partecipazione dei soggetti coinvolti nell’intervento e mostra i risultati del progetto a tutta la comunità.
5ªL'elaborazione di un sito e la pubblicazione di un volume promuovono una maggiore diffusione di informazioni sul progetto.L’empatia e la condivisione dei sentimenti che la fotografia può creare con i ragazzi e gli anziani ci permette di crescere dal punto di vista affettivo e in fondo ci fa diventare più “umani”.
La civiltà occidentale moderna, che è essenzialmente materialista, è riuscita ad aggiungere anni alla vita delle persone; adesso spetta alla società post-moderna e post-materialista la sfida di aggiungere vita agli anni degli esseri umani.
I soggetti coinvolti nel progetto sono giovani (ragazzi tra i 12 e i 14 anni) e anziani che stano vivendo l'ultima stagione della loro vita.
La scelta di questi soggetti è motivata dal concetto di biografia che contiene diversi aspetti della vita: biologico, psico-sociale, emotivo, spirituale.
L'obiettivo del progetto è stabilire un dialogo intergenerazionale tra esseri umani e cittadini che si trovano rispettivamente all'inizio e alla fine del percorso biografico e possono ricevere sostegno reciproco da questo dialogo.
L'ambito territoriale di ricaduta del progetto è la Provincia di Macerata, in particolare il Comune di Esanatoglia e di Tolentino.

venerdì 6 dicembre 2013

Valutazione Progetto Il Volto del Tempo

Ti chiediamo di rispondere a queste domande di valutazione sul progetto Il Volto del Tempo. La tua opinione ci aiuterà a perfezionare le prossime edizioni di questa iniziativa.
Ti ringraziamo della tua collaborazione.
Puoi visitare le gallerie fotografiche per rinfrescare la memoria.