sabato 7 giugno 2014

Elena ed Adalgisa



BIOGRAFIA IMMAGINARIA
Adalgisa è nata l’8 maggio 1928 a Matelica da Angela Novi e Pasquale Donati. La sua famiglia era povera ma lei e i suoi due fratelli, Aldo e Carmine, erano felici; vivevano in campagna. Anche se adesso erano poveri suo nonno le aveva lasciato una grande fattoria. Lei non è andata a scuola, ma dai racconti di sua madre, aveva capito che in città si poteva trovare lavoro e mettere su una famiglia. Purtroppo quando lei aveva quindici anni suo padre partì e in quei due anni sua madre si ammalò. Quando aveva venti anni sua madre morì di tumore al pancreas; lei, addolorata, insieme alla sua famiglia si trasferì in città. A venticinque anni si sposò con un bel giovane di città, di nome Quinto; insieme cercarono di formare una famiglia ma lei non ebbe figli. I suoi fratelli ebbero dei bellissimi bambini e lei diventò zia di cinque stupendi nipoti; trovò lavoro insieme a suo marito in una lavanderia. A sessanta anni le morì il marito, lei dalla disperazione si chiuse in casa, ma uno sfortunato giorno cadde dalle scale e venne ricoverata. Così prese la decisione di andare nella Casa di Riposo di Esanatoglia, perché lì vivevano i suoi nipoti. Lei ora è molto felice e si è costruita, con il passare del tempo, una nuova famiglia!! 
Elena 



 

 L’INCONTRO
Mercoledì 16 aprile siamo andati alla Casa di Riposo di Esanatoglia per un progetto che si chiama “Il Volto del tempo”. Appena siamo entrati ci siamo seduti vicino ad una finestra e tutti gli anziani ci hanno squadrato da capo a piedi. Poi la nostra professoressa ci ha fatto sedere vicino alla persona che avevamo descritto. All’inizio è stato un po’ complicato cominciare a parlare, ma dopo qualche domanda abbiamo iniziato a conversare normalmente. Nella descrizione che avevo fatto su di lei avevo indovinato delle cose, per esempio che ha un figlio, dei fratelli e sorelle, che viveva in campagna e che era povera. Quando le leggevo delle cose che erano sbagliate io mi divertivo di più perché ascoltavo la sua versione e lei si emozionava, vedevo dal suo viso che era felice. Mi ha raccontato che quando era ragazza c’era la guerra e lei, insieme alla sua famiglia, essendo povera, faceva molti sacrifici. Ascoltandola ho capito che adesso si dà tutto per scontato e a volte anche le cose piccole devono essere apprezzate. La cosa più bella è stata vedere come il viso degli anziani si riempiva di gioia appena siamo entrati e ancor di più quando abbiamo cominciato a parlare; è stata un’esperienza molto bella e mi ha resa molto felice.
Elena

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