sabato 7 giugno 2014

Chiara ed Iolanda

  
BIOGRAFIA IMMAGINARIA
La signora Laurina Gigetti è nata nel lontano 1921 precisamente a San Donato di Fabriano, il 27 Settembre. I suoi genitori di origine contadina la fanno studiare presso un convento di suore dove, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, diventa una bravissima maestra. Inizia ad insegnare in un piccolo paesino di campagna dove trasmette ai suoi alunni onestà, coraggio e coerenza verso le proprie idee, che si riveleranno molto utili durante gli anni della guerra. La sua storia è legata alle tristi vicende della deportazione di alcuni suoi familiari (fratello e zio) presso i campi di concentramento tedeschi. Inizia così a scrivere un diario dove annota tutte le sue paure, emozioni anche molto tristi, ma che ancora oggi rimangono una testimonianza viva e diretta ai giovani per riscoprire il valore della libertà e della pace. Questo diario è stato pubblicato nel 1959 dall’ANPI di Tolentino, è diventato un libro che ancora oggi viene letto nelle scuole medie e superiori per raccontare pezzi di vita vissuta dalla protagonista che aspetta i suoi cari che non ritorneranno più.
Chiara 

L’INCONTRO
Mercoledì 16 aprile siamo andati con la professoressa Lucia Ticà alla Casa di Riposo del mio paese, Esanatoglia. Abbiamo conosciuto dal vivo i protagonisti delle storie che abbiamo elaborato a scuola a partire da una semplice foto. Appena siamo arrivati, abbiamo trovato tutti gli anziani che vivono lì, seduti a semicerchio ad aspettarci. Abbiamo incontrato anche Ayres che ci ha chiesto se avevamo già riconosciuto la persona scelta. Tutti noi abbiamo risposto di sì. Allora siamo andati a sederci e abbiamo iniziato a leggere la storia che ognuno di noi ha inventato. La signora che ho scelto in foto si chiama Jolanda Sassi, nata a Carpi (MO) il giorno 24 Aprile 1924. Dal racconto del suo passato mi sono accorta, con tristezza, di quanto la sua mente fosse offuscata e confusa anche nei ricordi più semplici e scontati. Infatti diceva di avere 9 fratelli, subito dopo diceva di averne 5. Ma nonostante ciò, nei suoi occhi traspariva quasi un velo di ingenua felicità. Sono stata molto contenta di aver vissuto questa esperienza con la scuola, altrimenti non mi sarei potuta avvicinare alle storie di queste vite vere ed autentiche. Mi sono ripromessa di continuare con lei un piccolo rapporto di amicizia e di farle spesso visita per sentire i racconti della sua gioventù molto diversa dalla nostra.
Chiara

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