sabato 7 giugno 2014

Samuele e Delia

BIOGRAFIA IMMAGINARIA
Lina oggi è una donna di circa 80 anni e la sua storia inizia ad Esanatoglia.
Lina è nata in casa, perché a quel tempo i dottori passavano di casa in casa solo se venivano chiamati. Lei è cresciuta durante la Seconda Guerra Mondiale, in una casa di campagna con suo padre allevatore di capre e sua madre che si occupava della casa e dell’orto. I carri armati tedeschi spesso sostavano nel suo cortile e questo spaventava tutta la famiglia.
La sua famiglia era povera e Lina per guadagnare qualche soldo andava in paese ad aiutare lo zio a fare il pane. Questo avvenne fin quando Lina non compì 20 anni e trovò lavoro nel forno al centro del paese.
All’età di 21 anni si fidanzò e poi all’età di 25 anni si sposò. Insieme al suo sposo si trasferì nella città di Tolentino, dopo che i suoi genitori morirono di vecchiaia.
Negli anni successivi Lina ebbe due figli e riuscì a farli crescere senza tutte le privazioni che lei aveva avuto nella sua infanzia.
Quando i suoi figli si sposarono lei decise di andare nella Casa di Riposo di Esanatoglia con suo marito dove ancora oggi vivono tranquilli in mezzo a molti amici e con l’affetto dei loro figli.
Samuele

L’INCONTRO
Oggi con la mia classe e con la prof di italiano, siamo partiti per andare alla casa di riposo di Esanatoglia, per finire un progetto chiamato: “Il Volto del tempo”.
Quando siamo arrivati si è subito notato che sia noi che loro, gli anziani, eravamo in grande imbarazzo.
Ayres, colui che ha organizzato il progetto, ci ha dato delle indicazioni: dovevamo andare dalle persone e parlare con loro poi leggergli la storia che avevamo inventato.
Io sono riuscito ad indovinare solo un evento della vita di Delia cioè che si era sposata all’età di 25 anni. Dopo di chè abbiamo parlato di lei, soprattutto della sua esperienza della guerra. Io penso che sia stata vittima di un fatto che mi ha colpito: quando si è trasferita da Fiastra a Matelica, nel ‘70, ha abitato a Matelica fino a tre anni fa, finchè non si è rotta una gamba. Successivamente è andata all’ ospedale e poi direttamente alla casa di riposo, ed ora, purtroppo, ha perso la sua casa.
Ma ora, penso che sia felice e io sono stato fortunato ad aver scelto lei: spero di rivederla presto.
Samuele

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